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martedì 24 aprile 2012

L'acqua di Poggio

Quanti di noi, quando aprono un rubinetto sanno come arriva l'acqua alla propria abitazione e quali sono tutte le problematiche collegate a quel semplice gesto?  A Poggio dei Pini la gestione della risorsa idrica è un pò diversa da ciò che avviene nei centri limitrofi. Cercherò di descriverla.

Quando è nata la lottizzazione, negli anni 70, la Cooperativa Poggio dei Pini ha "urbanizzato" il territorio (precedentemente agricolo), preoccupandosi della realizzazione dell'intero sistema idrico. A quei tempi non era possibile collegarsi all'acquedotto regionale alimentato dai grandi bacini idrici (es. Flumendosa) e, pertanto, ogni centro urbano doveva essere autosufficiente e dotato di tutti gli elementi che costituiscono il ciclo dell'acqua: pozzi (o laghi), tubazioni, serbatoi, impianto di potabilizzazione.
Il territorio Capoterrese fortunatamente è ricco di falde acquifere alimentate dal comprensorio montano del Sulcis. A Poggio dei Pini, nella zona di Pauliara, presso i campi sportivi, sono attivi alcuni pozzi che erogano una portata considerevole, ma di qualità non eccelsa. 
Solo uno dei tre pozzi che erano attivi sino al 2008 fornisce acqua di buona qualità e trasparenza, mentre dagli altri due si emunge un liquido piuttosto torbido ed eccessivamente  ricco di sostanze minerali, soprattutto ferro e manganese. Lo sanno bene i residenti del rione di Pauliara che si sono spesso lamentati della qualità dell'acqua che fuoriusciva dai rubinetti delle proprie abitazioni.

Tramite pompe elettriche l'acqua viene prelevata dai pozzi e inviata ai serbatoi e all'impianto di potabilizzazione che si trovano in alto sul M. Pauliara, presso la vedetta antincendio. L'acqua viene quindi sottoposta a un processo di potabilizzazione, la cui complessità e il cui costo dipendono anche dalla qualità di partenza e dalle sostanze dalle quale deve essere "depurata". Ovviamente non si può immettere in rete acqua se non vengono effettuate le analisi chimiche e batteriologiche. In questo campo non ci si può improvvisare, perchè ciò significherebbe mettere a rischio la salute di 2000 persone. Ci sono norme ben precise e c'è il controllo della ASL. L'acqua non deve essere controllata a casaccio. Ogni elemento dell sistema idrico potrebbe avere una falla che inquina l'intera rete, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Penso sia intuitivo comprendere che sommando il costo dell'energia elettrica, quello della potabilizzazione, le analisi e tutte le riparazioni della rete, la cifra che è necessaria a mantenere in funzione il servizio è considerevole. Qualcuno, giustamente, ricorda che anche le tasse pagate dai cittadini sono considerevoli.

Con il crescere della popolazione di Poggio dei Pini (oggi 2200 abitanti, ma nel 1992 erano solo 500), e il relativo aumento dei consumi, l'acqua prodotta dalla Cooperativa con i suoi pozzi non è stata più sufficiente a coprire il fabbisogno estivo. Il consumo cresce esponenzialmente nei mesi estivi perchè, come è noto, i giardini di Poggio sono di grandi dimensioni e spesso caratterizzati da grandi prati "all'inglese" che qualcuno innaffia "a tutto spiano". Non di rado ho visto giardini irrigati mentre piove, segno di una scarsa attenzione al risparmio della risorsa idrica. Numerose sono le piscine private, mentre è "sparita" quella condominiale che, tra l'altro, era anche un favoloso punto di ritrovo e socializzazione.
Per far fronte al consumo estivo, dagli anni 90, la rete di Poggio dei Pini è stata collegata con quella dell'acquedotto del Flumendosa che, come sappiamo. è affidato al gestore unico regionale, Abbanoa.
In estate il 90% dell'acqua viene utilizzata per giardini e piscine. Ci sarebbe da chiedersi che senso abbia spendere tutti quei soldi per potabilizzarla e analizzarla se poi deve essere utilizzata in questo modo.

L'acqua di Abbanoa arriva a Poggio dal colle di Sa Birdiera e viene raccolta in un serbatoio che si trova nella parte alta di S. Barbara. Questo serbatoio, incredibilmente, non dispone di un collegamento diretto con la condotta Abbanoa. Ciò significa che in caso di interruzione di uno qualsiasi dei tratti di rete "intermedia" o se la pressione di ingresso fornita da Abbanoa venisse ridotta, il serbatoio resterebbe a secco. E' esattamente quello che è avvenuto nell'estate del 2010. 

Fin qui abbiamo parlato soprattutto della capacità dell'acquedotto poggino. In quale condizione sono le infrastrutture? Le tubazioni sono realizzate con tre materiali diversi (tra cui il cemento-amianto) e questo significa che la Cooperativa deve disporre di pezzi di ricambio di tutti i tipi. Gran parte della rete idrica ha un'età che supera abbondantemente quella massima, stimata in circa 30 anni
Una parte della rete è stata ricostruita nel post alluvione, ma il resto è in condizioni veramente pietose, con guasti frequenti e il rischio che prima o poi si verifichi una serie di rotture a catena che potrebbero provocare a una gravissima crisi, irrisolvibile nel giro di poco tempo. Non si può attendere che le reti si disintegrino, bisogna sostituirle prima. A Poggio, con tratti di tubazioni che hanno superato i 40 anni di vita, è indispensabile che ciò venga fatto al più presto. 

Secondo qualche amministratore poggino il costo per il rifacimento di tutte le infrastrutture (non solo l'acquedotto, ma anche strade, fogne e illuminazione) dovrebbe essere a carico della Cooperativa e il Comune di Capoterra è d'accordo!  Si tratta nientepopodimeno che di 13 milioni di euro, da ripagare cementificando il territorio, perdipiù in un periodo veramente brutto per il mercato immobiliare.
Secondo altri residenti, invece, dovrebbe essere il gestore pubblico, che riceve i soldi delle tasse pagate dai contribuenti e può accedere ai finanziamenti statali ed europei, ad occuparsi delle infrastrutture, così come avviene in tutti i comuni d'Italia. 
Come sappiamo c'è un ricorso al TAR che in autunno stabilirà se la legge si dovrà applicare anche a Poggio dei Pini.

Se questo dovesse accadere, come è molto probabile, quali saranno le conseguenze? Il Comune dovrà finalmente dedicare ai residenti di Poggio dei Pini perlomeno una parte delle ingenti risorse che questi cittadini versano nelle casse comunali. Le reti idrica e fognaria saranno trasferite al gestore unico regionale Abbanoa che già gestisce quelle del centro storico, della Residenza del Poggio e della maggior parte delle altre lottizzazioni capoterresi. Il fatto che possa mancare l'acqua in occasione di interventi sulla rete è un eventualità di cui tutti i cittadini sono consapevoli e rispetto alla quale si sono tutelati installando un serbatoio.  

Anche dal punto di vista della Cooperativa e dei residenti di Poggio la definitiva cessione delle opere di urbanizzazione avrà significative ripercussioni, vediamo quali. Intanto la Cooperativa non dovà più spendere i circa 110 mila euro di manutenzioni annue. Una parte di questa cifra potrebbe essere utilizzata per ridurre le quote sociali (quella relativa ai materiali), mentre il personale potrebbe essere adibito ad altri servizi.
Il vero problema non sono però le manutenzioni annuali, ma il fatto che tutte le infrastrutture di Poggio debbano essere rifatte quasi completamente. Costo complessivo: 13 milioni di euro. Se ogni anno una famiglia di Poggio versa alla Cooperativa circa 120 euro per la manutenzione delle infrastrutture pubbliche, per la loro ricostruzione ogni socio dovrebbe versare 16 mila e 500 euro. Il primo esborso, anche se ingiusto, forse potrebbe essere considerato accettabile da molti residenti, ma buttare al vento 13 milioni di euro sembra un autolesionismo inaccettabile. 
Come trovare questi soldi? La risposta è nel cemento. Costruendo 150 nuove case nelle aree verdi della lottizzazione.
Quella scelta avrebbe un gran numero di effetti negativi: diminuzione del valore paesaggistico di Poggio dei Pini, diminuzione del valore delle abitazioni, difficoltà nelle compravendite delle attuali abitazioni. 

Chi "rema contro" la cessione delle infrastrutture propone scenari "terroristici": strade piene di buche, tubazioni non aggiustate, rubinetti a secco, bollette dell'acqua stratosferiche.  Tutto come se non ci fosse il reato di interruzione di pubblico servizio e l'omissione di atti d'ufficio. Inoltre tutti gli altri cittadini del comune hanno strade, fogne, acqua. Certo, con qualche disservizio, ma anche adesso che queste strutture sono gestire dalla Cooperativa le strade sono piene di buche.

Veniamo adesso al prezzo dell'acqua. E' vero che aumenterà? Oggi è molto difficile capire quanto costerà l'acqua quando Abbanoa gestirà la rete di Poggio. In realtà nessuno, in Sardegna, ci ha capito qualcosa. I numeri che vengono fatti circolare dai "terroristi"  sono frutto di interpretazioni, pronte ad essere smentite il giorno dopo. Il fatto è che ci sono regolamenti, leggi, particolarità locali che intervengono sulla definizione del prezzo dell'acqua.  Si pensi, ad esempio, che oggi non esiste un contatore per ogni utenza, ma ne esiste uno unico per l'intera Cooperativa. Si pensi che le bollette non vengono recapitate da oltre sei anni.  Un vero pasticcio.

Possiamo però fare ipotesi e ragionamenti generali. A mio avviso, chi ha consumi idrici di piccola o media entità non avvertirà considerevoli variazioni, o addirittura pagherà un pò di meno. In pratica chi utilizza l'acqua per gli usi domestici e innaffia le piante del giardino in modo attento non ha nulla da temere. Chi, invece, ha un prato all'inglese e lo innaffia anche più volte al giorno, oppure ha una grande piscina, già oggi paga una bolletta salata alla Cooperativa e potrebbe indubbiamente dovere pagare ancora di più ad Abbanoa o essere costretto ad approvvigionarsi in altro modo (es. con un pozzo). In caso di carenza idrica, infatti, molti menefreghisti continuerebbero a utilizzare la poca acqua disponibile per se non curandosi del fatto che poi viene a mancare a tutti.  

Tutto ciò che è stato detto porta a una analisi costi/benefici molto chiara. Cedere l'acquedotto al gestore pubblico offre vantaggi consistenti, non solo in termini economici, ma anche ambientali o di servizi.  Poggio dei Pini sarebbe svincolata dall'obbligatorietà di costruire case per rifare tutto. A quel punto i soci, soprattutto se amministrati con lungimiranza e trasparenza, potrebbero decidere se costruire, quanto costruire e come spendere i proventi di queste eventuali urbanizzazioni.  Vi sembra poco?
L'unico svantaggio riguarderebbe l'irrigazione dei giardini, in particolare quelli di grandi dimensioni. 

Da qualche anno a Poggio si sente parlare di "rete duale", cioè della possibilità di realizzare una conduttura dedicata esclusivamente all'irrigazione, distinta da quella destinata agli usi domestici. Questa soluzione risolverebbe molti problemi. Le piante del giardino riceverebbero acqua prelevata direttamente dai pozzi, senza la necessità di alcuna potabilizzazione (perdipiù costosa e inquinante). Idem le piscine. La rete idrica "normale" non sarebbe soggetta agli sbalzi di pressione provocati dall'emungimento "agricolo", ci sarebbero quindi meno guasti con buona pace di chi teme le scarsa solerzia dei tecnici Abbanoa. In ogni caso, non dovendo irrigare i preziosi prati all'inglese, un semplice serbatoio idrico potrà soddisfare per molti giorni le esigenze "domestiche" di una famiglia. Per quanto riguarda i costi è chiaro che la bolletta Abbanoa sarà a quel punto molto bassa e quella per i giardini non dovrà sopportare i costi di potabilizzazione e di analisi. Per chi teme la "morte" della Cooperativa, ecco finalmente un vero servizio utile ai residenti che giustificherebbe la sua esistenza. Non inutili consulenze, progettazioni  e "rimborsi spese".  Insomma, concludendo questa rete duale sembra fatta apposta per le esigenze di Poggio dei Pini.
Una domanda allora sorge spontanea: "perchè in tutti questi anni, con tutti i soldi che sono transitati nelle casse della Cooperativa, quest'opera non è stata realizzata?

2 commenti:

Giorgio Plazzotta ha detto...

Ferdinand Ragni scrive:


Ciao Giorgio,

ho letto l'articolo pubblicato sul blog e mi trovo d'accordo su ciò che affermi. Costruendo una rete duale avremo un ulteriore vantaggio oltre quelli elencati: un notevole risparmio sulla bolletta delle acque reflue. Oggi ci viene conteggiata anche l'acqua che
utilizziamo per irrigare prati e orti, per chi ce l'ha e non è poco. Saluti
Nando

Giorgio Plazzotta ha detto...

Hai ragione Nando, mi ero dimenticato anche di questo aspetto. Un ulteriore spreco della situazione attuale.

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